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Sabato 14 maggio, alle 17:30, Rocca Bernarda ospita un convegno dedicato a un tema centrale per il futuro della viticoltura europea: il rapporto tra identità territoriale e comunicazione del vino.

L’incontro, intitolato “Identità ed autenticità, driver essenziali per il vino del futuro”, è organizzato dalla Delegazione FVG di Assoenologi e ospitato a Rocca Bernarda, nei Colli Orientali del Friuli. Mette a confronto due aree vitivinicole accomunate da una visione chiara: il terroir non è un concetto astratto, ma uno strumento concreto di riconoscibilità e qualità.

I due territori protagonisti sono l’Alto Adige e la Slovenia. Entrambi hanno intrapreso percorsi strutturati per valorizzare le differenze interne alle proprie zone produttive, con strumenti diversi ma con lo stesso obiettivo: dare al consumatore coordinate precise su cosa sta bevendo e da dove viene.

Alto Adige: il progetto UGA

Il primo intervento è dedicato alle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) dell’Alto Adige. Si tratta di un sistema che suddivide la DOC in aree più piccole e riconoscibili, ciascuna con caratteristiche di suolo, esposizione e microclima proprie. L’obiettivo è duplice: offrire al consumatore un’informazione più precisa sull’origine del vino e incentivare i produttori a lavorare sulla selezione varietale e sulla riduzione delle rese.

Andreas Kofler, Presidente della DOC Alto Adige, presenta il quadro istituzionale del progetto. Peter Dipoli, produttore, racconta il percorso dal punto di vista di chi ha vissuto in prima persona le complessità e i compromessi necessari per arrivare a questo risultato.

Ogni UGA è identificata da un pittogramma in etichetta: un elemento grafico che rende immediatamente visibile la provenienza del vino, senza bisogno di leggere il retro della bottiglia.

Slovenia: la Slovenska Velika Lega

Il secondo blocco del convegno è dedicato all’esperienza slovena. La Slovenska Velika Lega è un gruppo di produttori impegnati nella promozione della qualità territoriale, con un approccio che parte dal basso: non una denominazione imposta dall’alto, ma un’associazione volontaria basata su standard condivisi.

Alex Simčič, socio fondatore, racconta la nascita e l’evoluzione del gruppo. Guillaume Antalick, professore universitario e giornalista, fornisce una lettura esterna e comparata del fenomeno.

Il confronto tra i due modelli — uno istituzionale (Alto Adige), l’altro associativo (Slovenia) — è il cuore del convegno.

Degustazione: vini da singolo vigneto

Dopo gli interventi, il convegno si chiude con una degustazione dedicata ai vini da singolo vigneto. Si tratta di vini che esprimono in modo diretto il percorso di valorizzazione territoriale di cui si è parlato: ogni bottiglia è legata a un luogo preciso, con caratteristiche misurabili e riconoscibili.

La degustazione non è un momento accessorio. È la parte del convegno in cui le idee diventano concrete.

Perché a Rocca Bernarda

Rocca Bernarda, nei Colli Orientali del Friuli, è una delle tre tenute di Terre dei Cavalieri, il progetto vitivinicolo del Sovrano Ordine Militare di Malta. La tenuta produce vino dal 1559 su terreni di ponca, tra i 130 e i 200 metri di altitudine.

Un luogo con una storia lunga e documentata, che oggi si confronta con le stesse domande poste dal convegno: come comunicare l’identità di un territorio attraverso il vino. Come rendere riconoscibile ciò che è autentico.

Informazioni pratiche

Data: sabato 14 maggio 2026, ore 17:30
Luogo: Rocca Bernarda, località Rocca Bernarda 27, Premariacco (UD)
Organizzazione: Delegazione FVG di Assoenologi
Evento a numero chiuso. Prenotazione obbligatoria: Egon Vazzoler — 320 029 9340